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Archivio del mese novembre 2014

Con la polizza l’eredità è facile ma occhio ai costi

18 novembre 2014 Pubblicato da Agenzia di Arezzo - Italiana - Uncini Assicurazioni

(Autore: Federica Pezzatti -Plus24)

I contratti assicurativi possono essere usati come contenitori dei beni per glissare la tassa di successione

La missione è chiara. Per gli «over 65» oggi l’obiettivo dichiarato è gestire i propri investimenti lungo tutto l’arco della vita in modo da non “sopravvivere ai propri risparmi”. La pur piacevole minaccia del cosiddetto longevity risk, ossia il rischio di vivere molto a lungo, va affrontata con la testa, pianificando il più possibile tutta la propria vita. E in modo di lasciare il «giusto» al Fisco.

Le polizze hanno finora dato una mano soprattutto ai possessori di grandi patrimoni, ossia a coloro che senza pianificare la propria successione avrebbero superato la soglia di esenzione fissata in un milione di euro. Tra l’altro visto che nell’ultimo periodo si sono intensificate le voci di possibili abbassamenti di questa soglia, le polizze esenti da tasse di successione potrebbero essere una via per glissare l’inasprimento fiscale che potrebbe colpire anche patrimoni più modesti. Il condizionale è d’obbligo visti i recenti interventi governativi che hanno limitato i vantaggi concessi alle polizze. Ultimo tra tutti, ancora in via di approvazione con la legge di stabilità, l’esenzione della tassazione delle plusvalenze in caso di decesso, un vantaggio non da poco per chi ereditava.

Fatta questa premessa d’obbligo, attualmente i contratti assicurativi siano essi di ramo I (paraltro unico strumento avvantaggiato dal fatto di non pagare il bollo sulle attività finaziarie) piuttosto che unit linked (più indicate invece a fungere da contenitore per i propri averi) oggi garantiscono ancora l’esenzione dalla tassa di successione, l’impignorabilità e insequestrabilità, la fuoriuscita dall’asse ereditario e il differimento della tassazione (le tasse si pagano al disinvestimento e non ci sono problemi di minus e plusvalenze da compensare).

Se le unit (sia quelle per il mass market) che le più sofisticate polizze di private insurance, veri e propri contenitori per il passaggio generazionale con possibilità per i più scettici sull’Italia di puntare su gruppi domiciliati in Lussemburgo, rappresentano un modo per pianificare la propria successione, vi sono altri contratti assicurativi più utili a chi invece ha come principale esigenza quella di avere la certezza di percepire una somma adeguata ai propri bisogni crescenti vita natural durante.

Adatte allo scopo sono le forme di rendita vitalizia, magari con protezione, ossia con controassicurazione: si ha la garanzia di non perdere i soldi versati in caso di premorienza a breve termine. In questa evenienza è prevista la restituzione ai beneficiari designati del capitale investito al netto delle rate di vitalizio già erogate. Le rendite possono essere ricevute al termine di piano previdenziale oppure essere frutto di un versamento (premio) una tantum. Si tratta però di formule che in Italia non vengono molto utilizzate. «Nel nostro paese non c’è una particolare propensione a perdere la disponibilità del capitale a fronte dell’erogazione di un vitalizio, come invece avviene nei paesi anglosassoni – spiega Renato Miraglia, responsabile prodotti di investimento di Unicredit in Italia –. Ma si preferisce mantenere la proprietà del capitale, nell’idea di lasciarlo in eredità ai propri cari cercando il più possibile di conservarlo intatto. L’italiano non vuole rinunciare al patrimonio, ma sente forte il vincolo familiare e il concetto di risparmio precauzionale nonché la possibilità di controllare il denaro fino all’ultimo».

Per garantire comunque un flusso cedolare certo, esigenza molto sentita in questa fascia d’età in cui la pensione spesso non basata, sono state studiate unit linked che consentono di ottenere un flusso cedolare costante dedicate agli over 65. È il caso di Life income, polizza di Unicredit che liquida con periodicità trimestrale una somma fissa pari all’1% del premio unico versato (4% annuo) indipendentemente dal rendimento realizzato dal fondo interno e da eventuali riscatti parziali.

Tecnicamente si tratta di una polizza unit linked a vita intera e a premio unico collegata a un fondo assicurativo flessibile. Associa all’erogazione cedolare i vantaggi delle polizze che consentono la definizione degli eredi con la possibilità di variare i beneficiari in qualsiasi momento, anche se il capitale investito non è garantito. Alla base c’è una strategia oriented: il gestore in questo guarda al flusso (cedole e dividendi) che gli strumenti finanziari sottostanti producono. Come sempre bisogna però considerare i costi: se i prodotti private di solito sono “paradossalmente” più economici, quelli per il mass market hanno costi amministrativi e di gestione più elevati che incidono sul bilancio finale.

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Fondi pensione: Restare iscritti anche da pensionati? Ecco i vantaggi

18 novembre 2014 Pubblicato da Agenzia di Arezzo - Italiana - Uncini Assicurazioni

(Fonte: Milano Finanza)

La tradizionale linea che ha separato finora vita lavorativa e pensione sta assumendo un tratto sempre più sfumato, perché con la crisi è cambiato il mondo del lavoro e la speranza di vita si è allungata. Ecco perché l’idea di restare iscritti al fondo pensione anche dopo l’uscita dal lavoro è un’opzione da prendere in considerazione. Soprattutto per i vantaggi che può dare all’iscritto. A patto ovviamente di avere un assegno di primo pilastro che sia in grado di sostenere il tenore di vita dopo il pensionamento. Una volta maturati i requisiti di accesso al fondo (o quando l’iscritto ha raggiunto i requisiti minimi per la pensione dell’ente obbligatorio di appartenenza), il pensionato non è obbligato a chiedere la prestazione (capitale o rendita). Si può scegliere tra restare iscritti senza contribuzione o proseguendo la contribuzione in forma volontaria.

«In periodi di crisi dei mercati gli aderenti che avrebbero diritto alla prestazione del fondo rischiano di consolidare le perdite registrate sulla propria posizione, mentre restare iscritti consente di rinviare a momenti migliori lo smobilizzo delle posizioni», spiega Arca Previdenza, «nel caso non si abbia necessità immediata di usufruire della prestazione pensionistica, può essere conveniente mantenere l’investimento ed eventualmente effettuare ulteriori versamenti per sfruttarne la deducibilità, continuando nel contempo a godere dei vantaggi fiscali», ovvero della tassazione all’11,5% dei rendimenti, destinata però a essere rincarata al 20%. «Senza dimenticare che, se l’aderente muore quando è ancora iscritto, la posizione accumulata passa agli eredi o ai diversi beneficiari designati dallo stesso», sottolinea Tiziana Tafaro, partner dello studio attuariale Orrù e Associati.

La tassazione nel caso di passaggio del capitale agli eredi durante la fase d’iscrizione è identica a quella applicata quando tale passaggio avviene successivamente. La società di consulenza indipendente Progetica ha elaborato per i 30enni, 40enni e 50enni un confronto sulla rendita annua ottenibile versando 100 euro al mese, nell’ipotesi che si percepisca a 67 , a 70 o a 75 anni. Oltre agli importi annui delle rendite c’è la stima dell’aumento: «Naturalmente il tempo è un alleato, in quanto aiuta a incrementare l’assegno integrativo di un valore compreso tra il 45 e l’80%», spiega Andrea Carbone di Progetica. «C’è anche da dire che posticipare il momento di percezione della prestazione consente di agganciare coefficienti di trasformazione più favorevoli perché tengono conto di una speranza di vita più bassa», osserva Tafaro. Progetica ha anche stimato gli anni necessari per compensare, grazie all’aumento della rendita derivante dal posticipo, il mancato incasso dell’assegno integrativo per 3 o 8 anni. «Il mancato incasso si compensa dopo i 90 anni di età se si investe in linea garantita, mentre rimane intorno agli 83-86 anni nel caso di una linea bilanciata».

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La Risposta Che Volevi !

5 novembre 2014 Pubblicato da Agenzia di Arezzo - Italiana - Uncini Assicurazioni

La riforma delle pensioni è da molti anni il tema più scottante dell’agenda politica. Il rapporto fra lavoratori e pensionati si sta sempre di più sbilanciando a favore di questi ultimi, e risulta sempre più difficile sapere oggi a quale prestazione pensionistica avremo diritto domani.

Per questo lo Stato Italiano incoraggia l’adesione a forme di previdenza complementari anche attraverso importanti incentivi fiscali.

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Prima dell’adesione leggere il Regolamento, le Condizioni Generali la Nota Informativa disponibili in Agenzia e sul sito internet www.italiana.it.

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